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La versione di Snoopy: 1966 GOD SAVE THE QUEEN!

Nel pomeriggio del 30 luglio 1966 l’”Imperial Stadium” di Wembley è gremito in ogni ordine di posti. Si gioca Inghilterra-Germania Ovest, finale dell’ottavo Campionato del Mondo di Calcio. Ci sono tutti. La famiglia Reale al completo, il primo ministro Harold Wilson, che ha interrotto una missione negli Stati Uniti per essere presente. Perfino Pickles, il bastardino che ha ritrovato la coppa rubata, è sugli spalti chiuso precauzionalmente in gabbia. La coppa del mondo non è allo stadio, è chiusa in una cassaforte della Bank of England. Il trofeo esposto in bella vista è una perfetta copia realizzata da un gioielliere londinese in tempi record. Il presidente della FA Joe Mears, dopo lo spavento del furto, che lo fece ammalare di cuore fino a morire di infarto pochi mesi dopo, ha deciso che la coppa sarà tirata fuori solo per permettere alla Regina di premiare i vincitori, per poi essere riportata immediatamente al sicuro. Circa un secolo dopo aver fatto nascere ufficialmente il gioco del calcio, l’Inghilterra vuole riproporsi come la padrona di questo sport. Prima dell’incontro il cielo ha rovesciato un diluvio sulla capitale inglese, ma non è un problema, si gioca sul prato di Wembley, che sarà perfetto. Come sempre.La Nazionale tedesca arriva al match decisa e convinta della propria forza, ha avuto un percorso controverso, ma ha dimostrato un gioco e un’identità notevoli, i giocatori sono in forma e in ottime condizioni. Helmut Schon ha pochi dubbi sulla formazione. Fa qualche pensiero sul portiere. Tilkowski è fortissimo tra i pali ma piuttosto incerto nelle uscite e in panchina è pronto un ragazzone di nome Josef Maier, detto Sepp, che ha mostrato un talento incredibile nel Bayern Monaco. Ma non si può cambiare il portiere in finale. La difesa è affidabilissima, Schulz e Weber sono una coppia di centrali solida e affiatata. Sugli esterni, Hottges e Shnellinger garantiscono copertura e spinta. Davanti alla difesa la coppia migliore del torneo: Wolfgang Overath, genio della costruzione, e Franz Beckembauer, poco più di vent’anni, che ha mostrato di saper interrompere il gioco avversario, impostare l’azione, fornire assist e segnare gol stupendi con la stessa facilità. In attacco il capitano Uwe Seeler a destra, il capocannoniere della Bundesliga Emmerich al centro, e a sinistra Sigfried Held, suo compagno a Dortmund, un concentrato di astuzia, cattiveria e fiuto rapinatore. Infine Helmut Haller, difficile definirne il ruolo, si muove tra le linee e, in un modo o nell’altro, segna sempre. Senza rigori anche più di Eusebio.Per gli Inglesi il clima è diverso, la pressione è altissima. I giornali provano a stemperare con titoli come: “Tranquilli ragazzi. Li abbiamo sconfitti quando contava”. Alf Ramsey non ha dormito quella notte, la gente inglese si è affidata a lui, che ha promesso di ripagarli con la vittoria. Nella mente le bombe tedesche che cadevano, la paura, le macerie, il dolore. Ma per lui quei ragazzi non saranno mai “Il nemico”, saranno sempre valorosi avversari che hanno fatto del calcio la loro vita, come i suoi ragazzi, come lui… Ma lui è lì per batterli e i suoi giocatori hanno sudato e sputato sangue per arrivare a questo appuntamento e sono pronti. La Formazione è praticamente fatta. Banks in porta, Jackie Charlton e Bobby Moore in difesa con Cohen e wilson a tutta fascia. Stiles davanti alla difesa affiancato da Martin Peters a impostare. Dietro alle punte Bobby Charlton, che dovrà cucire il gioco e soprattutto tenere impegnato e limitare Beckembauer. Insieme a lui Alan Ball, spostato a destra, che ha un altro passo rispetto al suo marcatore Shnellinger. Unico dubbio in attacco. Insieme a Geoffrey Hurst ha giocato quasi sempre Roger Hunt, ma in panchina scalpita Jimmy Greaves, recordman ancora oggi del campionato inglese con 357 gol segnati di cui 41 in un solo campionato, talento purissimo ammirato e invocato da tutti. Ma Alf sa che la magia di quel gruppo va al di là delle doti tecniche. Gioca Hunt, la squadra rimane così e i ragazzi non tradiranno.Gli inglesi cedono la maglia bianca agli avversari e giocano in rosso. Arbitra Gottfried Dienst, svizzero di lingua tedesca.Vengono suonati gli inni. Gli spettatori inglesi, molti dei quali portano ancora le ferite e le cicatrici della guerra, ascoltano in rispettoso silenzio Detuschland Detuschland uber alles, e subito dopo, fanno tremare l’intero stadio sulle note di “God save the Queen”. Anche questo sono i tifosi inglesi...L’Inghilterra prende subito in mano il gioco e per dieci minuti il portiere tedesco vede sbucare avversari da tutte le parti. Al 12°, su un cross di Overath, Wilson commette l’unico errore del suo mondiale, salta fuori tempo da comoda posizione e respinge sui piedi di Haller che, manco a dirlo, spara di esterno e porta in vantaggio la Germania. Gli inglesi si riversano in avanti, appare subito chiaro che la chiave dell’incontro è nel duello tra Beckembauer e Bobby Charlton. Al 18° punizione di Moore, Hurst attacca il primo palo con il solito movimento e pareggia di testa. La partita torna in equilibrio anche sul piano del gioco e delle occasioni e il primo tempo finisce così. La ripresa mostra un copione simile, l’Inghilterra sembra superiore ma i tedeschi si difendono con ordine e si rendono pericolosi con il solito immarcabile Haller. Beckembauer e Charlton si annullano a vicenda e la partita sembra scivolare verso i tempi supplementari. Quando mancano meno di 12 minuti alla fine, Hurst scaglia un tiro senza pretese che un difensore tedesco svirgola alzando la palla dietro le proprie spalle, Martin Peters si getta sul pallone e anticipa il portiere. Lo stadio esplode. L’Inghilterra è in vantaggio, nel tempio di Wembley, a pochi minuti dalla fine, con la difesa migliore del torneo. Il pubblico è in tripudio, ma Helmut Schon non si arrende e tuona ai suoi di gettarsi in avanti. L’assedio è furioso ma gli inglesi difendono senza troppi affanni. Quando parte l’ultimo giro d’orologio, l’arbitro fischia una contestatissima punizione al limite dell’area inglese. Emmerich calcia debolmente, Cohen respinge goffamente sui piedi di Held che si allarga e mette al centro. La palla viene “lisciata” da Schnellinger e sfugge a Uwe Seeler, attraversa tutta l’area con Banks disorientato da tutti i mancati interventi e finisce al mediano Weber dalla parte opposta che in scivolata mette in rete. L’intero stadio è sotto shock e non riesce a crederci. Si va ai supplementari.Ramsey chiama i suoi. “L’avete già vinta questa partita! All’ultimo minuto è successo qualcosa ma le cose non cambiano! Siete più forti, l’avete dimostrato.” poi li invita a guardare gli avversari “Sono distrutti, tornate in campo e completate il lavoro!”.Al 10° del primo supplementare, Stiles apre a destra per Ball. Il giocatore, anni dopo dirà che il passaggio era completamente fuori misura, che ci è arrivato per miracolo non avendo più energie, che ha visto venirgli incontro il “biondo” e che non sapeva come fosse rimasto in possesso della palla della quale si era liberato immediatamente stremato dalla fatica. Il pubblico sugli spalti, i privilegiati telespettatori e tutti quelli che ancora oggi riguardano l’azione, vedono Alan Ball che aggancia il lancio del compagno, scatta velocissimo, salta netto Schnellinger e serve Hurst all’interno dell’area. L’attaccante riceve la sfera e spara un bolide in porta. La palla colpisce la parte interna della traversa, batte sul terreno e torna in campo. Gli inglesi esultano, i tedeschi fanno segno di no con ampi gesti. L’Arbitro e il guardalinee azero Bahramov rimangono impietriti. Spinto dai giocatori inglesi, il direttore di gara si consulta con il collaboratore che comunque era rimasto fermo con la bandierina abbassata senza indicare il centrocampo. I due cercano di comunicare in qualche modo. Le immagini mostrano il collaboratore che gesticola, poi annuisce con il capo e l’arbitro indica il centro del campo.I tedeschi non hanno più la forza di reagire e alla fine del secondo tempo supplementare, su un lancio geniale di Bobby Moore, ancora Geoffrey Hurst scatta da solo e piazza la palla all’incrocio dei pali. L’Inghilterra è sul tetto del mondo. Per la cronaca, riguardando il gol in campo largo, si notano tre spettatori che entrano in campo prima del tiro, il gol sarebbe stato da annullare. Ma ormai e cominciata la festa. Elisabetta II consegna il trofeo nelle mani di Bobby Moore, che lo alza al cielo di Londra. Poco dopo gli verrà tolto e sostituito dalla copia con cui farà tutti i festeggiamenti.Finisce così un Mondiale discusso ma divertente e spettacolare, che ha mostrato il cambiamento del calcio con l’atletismo sempre più a braccetto con la tecnica. Si sono viste sorprese, conferme e delusioni ma anche tante emozioni e tanti grandi giocatori.A Baku è stato intitolato lo stadio all’arbitro Bahramov, guardalinee della finale. Nel 2004 l’Inghilterra ci ha giocato un match di qualificazione ai mondiali 2006, i tifosi inglesi sono arrivati con magliette con scritte di ringraziamento. Era presente anche Geoffrey Hurst che ha dichiarato: “Grande Bahra, per carità, ma ha fatto soltanto il suo lavoro, perché il mio, era gol!”Nel 1996 il Campionato Europeo si disputa in Inghilterra. Ricorrendo anche i trent’anni dalla storica finale, il comitato organizzatore pensa di esporre il pallone della partita. La palla non si trova, viene contattato Helmut Haller, che le immagini mostrano percorrere tutto il percorso per la premiazione con il pallone sotto braccio. Il tedesco ammette di esserselo portato a casa ma di averlo perso durante la separazione con la moglie. I tabloid britannici si scatenano chiamandolo “ladro”, ”infido” e “tedesco”, in ordine crescente di insulto, il cimelio rispunterà fuori dopo la promessa di un cospicuo indennizzo.

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La versione di Snoopy: IL CALCIO TORNA A CASA!

Alla vigilia della Grande Olimpiade di Roma, la FIFA vota l’assegnazione della sede dell’ottava edizione del Campionato del Mondo di Calcio. Il ritorno in Europa è scontato, alla fine le pretendenti rimangono due: Germania Ovest e Inghilterra. La spuntano i Britannici, 34 voti a 27. Il grande calcio sarebbe tornato nella sua terra natale.Il tasso tecnico è molto alto, c’è tutto il meglio del calcio mondiale, squadre moderne e organizzate e giocatori eccezionali, sono presenti i “Palloni d’Oro” Luis Suarez, Lev Jashin, Eusebio, Bobby Charlton che lo riceverà quell’anno, Gianni Rivera e Franz Beckembauer, e poi Pelè, Garrincha, Jairzinho, Bobby Moore, Helmut Haller, solo per citarne alcuni.Si comincia a Wembley l’11 luglio, l’attesa è enorme, dopo il mondiale bruttino del Cile, gli appassionati di football desiderano assistere a un grande spettacolo. Si parte subito con le sorprese, fuori i campioni del Mondo e i campioni D’Europa. Il Brasile viene picchiato selvaggiamente dai macellai Bulgari, i brasiliani vincono grazie a due calci di punizione ma perdono Pelè ed escono terribilmente malconci. Le successive sconfitte con Ungheria e Portogallo sbriciolano i loro sogni di gloria. La Spagna, obiettivamente nel girone più difficile, cede a Germania Ovest e Argentina.Nel gruppo 4, insieme all’URSS, passa la sorprendente Corea del Nord, che spedisce a casa un Italia confusa e presuntuosa. Inghilterra e Uruguay regolano il gruppo 1.Quarti di finale: Inghilterra-Argentina. Germania Ovest-Uruguay, Portogallo-Corea del Nord, URSS-Ungheria.Le designazioni arbitrali sono effettuate da un comitato a tre, il presidente FIFA Stanley Rose, inglese, il capo degli arbitri Ken Aston, inglese, e un malese di nome Ko. Le scelte non piacciono ai sudamericani, un inglese arbitra la Germania, un tedesco l’Inghilterra. La stampa inizia a parlare di finale annunciata.Il Quarto di finale più spettacolare è, a sorpresa Portogallo-Corea a Anfield Road. Gli Asiatici corrono senza sosta e giocano un calcio ordinato e di sacrificio, dopo 25 minuti sono sopra 3-0. A questo punto decide di prendere in mano la situazione un giocatore fuori dal comune, si chiama Eusébio Ferreira da Silva. Nella primavera del 1961 Carlos Bauer, allenatore brasiliano del Ferroviario, trovandosi in tournée in Mozambico, nota un ragazzone con un fisico flessuoso e una velocità di base impressionante. Tornando a casa passa per Lisbona e va a salutare Bela Guttmann, allenatore del Benfica, con cui parla del giovane africano. La vecchia volpe fiuta il fenomeno e porta immediatamente a Lisbona il ragazzo, che lo strega. Si muove come una pantera, corre 100 metri in 11’’ netti, usa destro e sinistro indifferentemente, e soprattutto, segna sempre. Con lui, il Benfica vincerà tutto e il Portogallo, suo paese di elezione, diventerà una potenza calcistica. Il grande Edoardo Galeano scriverà: “Nacque destinato a lustrare scarpe, vendere noccioline o borseggiare la gente, da bambino lo chiamavano ‘Ninguem’, ‘Nessuno’, fece il suo ingresso sui campi correndo come può correre solo chi fugge dalla polizia o dalla miseria che gli morde i talloni, e così è diventato ‘La Pantera Nera’”.Torniamo a Liverpool, 3-0 per la Corea. Eusébio sale in cattedra, finirà 5-3, quattro gol e un assist.Nel secondo quarto, l’URSS con il suo calcio “scientifico” ha la meglio sull’Ungheria. La differenza la fanno i portieri, Galei ne fa di tutti i colori e regala il doppio vantaggio ai sovietici; Jashin è un concentrato di prodezze. 2-1 il risultato finale. Ancora una volta, l’Ungheria non raccoglie risultati adeguati al gioco espresso.Le altre due partite finiranno tra le polemiche, e i sudamericani, già prevenuti sulle designazioni, parleranno per anni di “Robo del siglo”.Inghilterra-Argentina è un match durissimo, gli argentini picchiano dal primo minuto e gli inglesi rispondono per le rime, Nobby Stiles su tutti. La partita è brutta e bloccata. Verso la fine del primo tempo, il capitano argentino Rattìn, già ammonito per l’ennesimo fallaccio su Bobby Charlton, si rivolge all’arbitro protestando e viene espulso. Il direttore di gara sosterrà che il giocatore, che dall’inizio della gara si agitava per ogni fischio contro, gli si sarebbe rivolto con frasi ingiuriose chiaramente deducibili dall’espressione del volto. Gli argentini si rifiutano di continuare a giocare, servono quasi dieci minuti all’arbitro tedesco per far riprendere il gioco. Nel frattempo Rattìn invece di andare negli spogliatoi, aveva fatto un giro di campo provocando il pubblico inglese che lo insultava lanciandogli barrette di cioccolato, che lui mangiava o rispediva in tribuna, senza alcuna barriera tra il pubblico e il campo di gioco. Qualche tempo dopo, il giocatore argentino dichiarò che in uno stadio sudamericano non sarebbe mai uscito vivo da una situazione simile.L’incontro rimane brutto e spezzettato, gli argentini resistono continuando a picchiare finché Geoffrey Hurst realizza alla perfezione il contromovimento per attaccare il primo palo e insacca di testa. L’Inghilterra è in semifinale con l’arbitro tedesco costretto ad uscire sotto scorta.Forse peggio va all’Uruguay contro la Germania Ovest. L’Uruguay è una squadra forte, costruita attorno al blocco del Penarol che quell’anno umiliò il Real Madrid nella Coppa Intercontinentale vincendo nettamente sia Montevideo che a Madrid. Infatti per il primo quarto d’ora si gioca a una sola porta, i tedeschi non vedono palla, poi, su un calcio d’angolo nato da una grande parata di Tilkowski, Pedro Rocha stacca un metro da terra e incorna all’incrocio dei pali, sul palo c’è Schnellinger che para evidentemente con la mano. Il rigore appare chiarissimo. Per tutti, ma non per l’arbitro inglese. Dopo le inevitabili proteste vibranti, si riprende a giocare e sul rovesciamento di fronte, un tiraccio senza pretese di Haller rimpalla su un difensore e va in porta. I tedeschi vanno in vantaggio e gli uruguagi perdono la testa, due sudamericani vengono espulsi, l’Uruguay riesce a rimanere in partita anche in nove ma alla fine crolla e ne prende altri tre.Le semifinali saranno quindi tutte europee. L’Inghilterra affronterà il Portogallo di Eusébio e la Germania l’URSS di Jashin.Inghilterra-Portogallo risulterà la più bella partita del torneo, i lusitani confermano il loro valore, già dimostrato con quattro vittorie su quattro, 14 gol segnati, mai meno di tre, con le perle delle nette vittorie con Brasile e Ungheria. L’Inghilterra si scuote di dosso le pressioni e mostra il suo vero calcio veloce e brillante. Gli approcci sono opposti, Ramsey imposta meticolosamente la tattica, i ruoli e i compiti individuali. Otto Gloria, al contrario, lascia carta bianca ai suoi campioni puntando sulla fantasia individuale. Ne nasce una partita bellissima. La spuntano gli inglesi, che riescono a far prevalere la programmazione imbrigliando il maggiore talento portoghese. Il “brutto anatroccolo” Nobby Stiles gioca una partita commovente su Eusébio concedendogli soltanto un gol su rigore, Jackie Charlton non sbaglia un intervento aereo per tutta la partita e il fratello Bobby mette in evidenza i limiti della difesa lusitana visti contro la Corea infilandola prima alla mezz’ora poi a 10’ dalla fine. Il gol su rigore regalato da un fallo di mano, serve solo a consacrare Eusébio, uscito in lacrime, capocannoniere del torneo.La seconda semifinale è arbitrata dall’italiano Concetto Lo Bello e sarà un esempio di calcio atletico al limite del regolamento. L’Arbitro siciliano si trova subito davanti a un bivio: applicare rigidamente le regole con il pugno di ferro e finire la partita in quattro gatti, o allargare i limiti della tolleranza e i confini del regolamento. Sceglie la seconda e si scatena la battaglia. La Germania passa in vantaggio con il solito Haller a due minuti dall’intervallo grazie a un recupero di Shnellinger che quasi uccide Cislenko. Il sovietico si vendica sul primo che gli capita a tiro, l’incolpevole Held, e Lo Bello lo caccia fuori. Esce anche il russo Sabo, vittima della battaglia. Potendo sostituire solo il portiere, i russi rimangono in nove e subiscono il raddoppio grazie a una bellissima rete di Franz Beckembauer. Allo scadere Parcujan allevia la sconfitta, ma i tedeschi raggiungono l’Inghilterra in finale e, pur beneficiando di ben quattro espulsioni avversarie in cinque partite disputate, hanno mostrato un’identità forte e giocatori in gran forma come Helmut Haller, mai così in sintonia con il gol e come lo straordinario ed elegantissimo Franz Beckembauer, capace, con la stessa facilità, di interrompere le azioni avversarie, impostare il gioco, inventare assist e segnare grandi gol.

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La versione di Snoopy: THE BOYS OF '66

L’edizione del 1966 del Campionato del mondo di calcio si disputò in Inghilterra e fu un Mondiale molto discusso, anche troppo a mio parere. I Sudamericani si sono lamentati per anni degli arbitraggi e i tedeschi ancora sostengono di aver perso la finale per un gol mai realizzato. In realtà fu un torneo ad altissimo livello tecnico, dopo l’edizione precedente, in Cile dove si era visto un calcio violento come non mai, la tecnica individuale e il gioco di squadra tornarono protagonisti. Sul palcoscenico del Mondiale si presentarono, oltre al Brasile due volte campione, squadre straordinarie come il Portogallo e la Germania Ovest, guidate da condottieri come Eusebio e Beckembauer, l’URSS di Lev Yashin, l’Ungheria ancora spettacolare, la Spagna campione d’Europa. E poi le rivelazioni come la Corea del Nord, e infine i padroni di casa, che alzarono la coppa. E la alzarono con merito.

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MAURO MICHELI: Dalla Serie A Futsal alla King's League!

La finale della King's League per club disputata a Milano non è stata soltanto l’atto conclusivo di una competizione: è stata una dichiarazione di intenti, un manifesto di come il calcio del futuro possa fondere spettacolo, tattica e identità digitale. Il pubblico del Forum — un’arena trasformata in un laboratorio di emozioni — ha assistito a una partita che ha superato i confini del semplice evento sportivo, diventando un fenomeno culturale. Insieme a chi era seduto fisicamente sulle gradinate dell’impianto di Cologno Monzese, c’erano i milioni di giovani e giovanissimi “streamers” per cui il calcio è ormai diventato un evento da seguire davanti ad uno schermo.

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ALBANO MAGAZINE 01/2026

Il Campionato di Serie C1 di Futsal è sempre una scommessa. Non si sa come verranno composti i due Gironi che, come è ormai tradizione, dovrebbero essere due, unico caso in Italia, oltre alla Sicilia, terre accumunate dalla diffusione e dalla qualità del Calcio a 5 che vi si gioca. Terre di trofei, terre di trionfi terre di glorie e di soddisfazioni per chi ha puntato su uno sport che chi lo dovrebbe considerare tra quelli “minori”, fa finta invece di considerarlo alla stessa stregua del fratello maggiore. Quello, per intenderci, che da venti anni non gioca una partita mondiale con la sua schiera di miliardari affamati di contratti e plusvalenze.

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ALBANO BASKET: La strana storia di Pierlo e Superdino!

Amici dell'Albano Basket, ascoltate me! Mettetevi comodi, allacciate bene le scarpe (sì, anche se siete sul divano) e prendete appunti. Perché oggi non vi parlo di pick and roll, non vi parlo di difesa zone press. No, signori! Oggi Marco Giustinelli vi porta a fare un viaggio nel tempo, quando la maglia azzurra dell'Italbasket faceva tremare i polsi a tutto il mondo.

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SERIE C1: Giustinelli presenta l'Albano 2026/2027

ALBANO LAZIALE — Ai microfoni per presentare la nuova stagione dell’Albano Calcio a 5 c’è il Direttore Generale, il professor Marco Giustinelli. Tra le mura del Centro Sportivo Seven e la storica regia della Famiglia Sette, il club si appresta ad affrontare un’altra annata intensa, che va dalle fondamenta dei più piccoli fino alla vetrina della Prima Squadra in Serie C1.

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La versione di Snoopy: IL TROFEO MALEDETTO

Il primo trofeo messo in palio per i vincitori di un campionato del mondo di calcio, fu realizzato nel 1928 da un orafo francese allievo di Cartier, Abel Lafleur, e rappresentava una Vittoria alata in oro massiccio che sorreggeva una coppa decagonale, il tutto su un basamento di lapislazzuli a base ottagonale. Il trofeo venne inizialmente denominato semplicemente “Coppa del Mondo” ma dal 1946, prese il nome di “Coppa Jules Rimet” dal nome del presidente della FIFA che ideò e realizzò il Campionato del Mondo per squadre nazionali. La federazione internazionale stabilì che il trofeo sarebbe stato conservato dai campioni del mondo fino al Mondiale successivo e poi restituito. La prima squadra che avesse vinto tre Campionati del Mondo avrebbe tenuto la coppa definitivamente

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LA VERSIONE DI SNOOPY: "Football went Home!"

Ho sempre amato tantissimo il calcio inglese, i suoi stadi mitici sempre traboccanti di entusiasmo, l'ironia senza eguali e la passione delle tifoserie. Ma soprattutto ho amato lo spirito che ha sempre animato ogni partita di una squadra britannica e che rende ogni singolo match un'esperienza degna di essere vissuta. 

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GIUSTINELLI: "Ricomincio da tre!"

Dalla prossima stagione Marco Giustinelli assumerà il ruolo di Direttore Generale dell’Albano Basket: un ingresso che parla agli atleti, ai tecnici e alle famiglie, nel segno dell’organizzazione, dell’identità e della fiducia. Su indicazione del Presidente Novelli, gestirà la Comunicazione del Club e tutte le tematiche legate al Safeguarding Officer e alla Tutela dei Minori.

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